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C’è chi passa una vita senza far sapere al mondo chi è. Magari perché non ha mai suscitato sufficiente interesse da parte del mondo, o forse perché non riesce a spiegarsi, non vuole, o non ha nulla da spiegare. Presente quei tizi misteriosi, tanto fascinosi perché non parlano mai che una si fa mille fantasie circa quello che potrebbe esserci dietro quegli sguardi enigmatici. Ecco, a volte niente. Il loro fascino sta tutto nella straordinaria capacità di non parlare mai di sé evitando di svelare di non avere nulla da raccontare. Ci pensano gli altri a costruire identità da appiccicargli addosso. Identità che ogni volta sono costruite su misura per combaciare con le esigenze del costruttore in questione. Le donne attratte dagli uomini tenebrosi sanno di cosa sto parlando. Non tutte sanno di essere attratte dall’identità che loro stesse hanno costruito e diligentemente appiccicato addosso all’individuo di cui dicono di essere tanto innamorate. Solitamente succede anche che, passato l’innamoramento, le donne in questione inizino a lamentarsi dei loro amati perché non fanno, non dicono, e non pensano!!! tutta una serie di cose. A quel punto il malcapitato di turno diventa il bastardo che non è disposto a cambiare di una virgola pur di rendere felice la sua amata. ‘cosa gli costa farmi un complimento’ – mah guarda, nulla di chè, solo essere diverso da com’è, a te cosa costa fare a meno del suo complimento?!
Ci sono poi i tenebrosi che non parlano mai di sé perché non hanno mai praticato, e sostanzialmente non sanno come si fa – non è che sia proprio semplicissimo sapete? – e allora non ci provano. Quando iniziano a farlo, ed è fantastico perché è come rinascere, le persone non li riconoscono più! Avete presente i tizi o le tizie, che troncata una relazione lunghissima iniziano a fare un sacco di cose strane? Ecco, stanno sperimentando, stanno provando a capire cosa vogliono dalla vita, come gli piacerebbe viverla, in che modo affrontarla. Di solito dopo un idilliaco e maniacale periodo di ipersperimentazione – tipo gente che diventa discotecara a trent’anni o decide di farsi crescere i capelli che non ha – si rientra in una sorta di ‘normalità’, nessuno ha le energie per essere sempre UP e ad un certo punto si sente la mancanza della stabilità, il cambiamento perenne è faticoso. Allora si cerca qualcun altro con cui iniziare una relazione. A volte diversa, matura, ‘non voglio fare gli stessi errori’.
…e gli stessi errori puntualmente si rifanno. Spesso. Nella maggior parte dei casi. Si perché quando si è sazi della novità, della liberà di espressione, si ha voglia di un po’ di pace, mica di mettersi in discussione per capire cosa c’era che non andava. Allora splash!, a pesce in una relazione nuova e speriamo che sta volta sia diverso. In quei casi non serve sperare. Le relazioni diverse non accadono. Serve cercarle. Serve non abbassare le guardia, serve iniziare a togliersi un po’ di strati di dosso per capire che razza di persona siamo, di cosa abbiamo bisogno per stare bene ed essere felici, cosa siamo disposti a tollerare, quali compromessi ci sentiamo in grado di fare, e allora, soltanto allora potremo davvero scegliere se continuare ad amare un bastardo, un bravo ragazzo, un eclettico artista, una donna, un cane o una pianta.
PRESCRIZIONE:
Solar, di Ian McEwan. Il libro, squisito ad ogni pagina, ci fa conoscere i pensieri di un personaggio che valuta inopportuno far sapere tanto di sé agli altri. Da leggere un paio di volte, soprattutto in caso di cronica affezione per i cosiddetti ‘bastardi’ associata a persistente esigenza di farli cambiare.
Il fascino del bastardo è tutto negli occhi bisognosi di chi lo chiama così.
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