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Ci sono giornate in cui la nebbia è bassa e densa al punto tale da farti venire il dubbio che sopra di lei il sole non ci sia più. Sparito. Ingoiato da un buco grigio di nulla e silenzio. La nebbia che avvolge le auto, le case, gli alberi, quella che copre i campi di terra e rende il freddo più freddo, prima o poi passa. Lo sappiamo.
Esiste un altro tipo di nebbia. La Grigia. Lei ti fa vivere nell’idea che non se andrà mai. Ti fa credere che la realtà sia solo grigia e che il sole in cui credevi era solo un illusione che qualcuno ti ha rubato per sempre. Ti chiedi come facciano gli altri ad andare avanti. Ti chiedi da dove trovino luce a sufficienza per accendere un sorriso, ti chiedi per quale motivo si affatichino tanto a dar la caccia alla felicità, che tanto, tu lo sai, la felicità non esiste.
La Grigia è una sirena, ti ammalia col suo canto di certezze, perché – lo sapete vero? - una certezza è comunque rassicurante. E allora decidi di mollare, decidi che sei troppo stanco per cercare ancora, decidi di prendere per vero l’assenza del sole e non getti nemmeno un occhiata verso l’alto, a che serve?
I momenti di Grigia capitano a tutti, c’è chi ci si perde per più a lungo, chi invece detesta essere ingannato da sirene monocromatiche ed ipocrite. Il sole c’è, nonostante la nostra pigrizia. È una stella che fa impallidire le altre. Abbiamo la prova della sua esistenza ad ogni nostro respiro. Senza il sole non ci sarebbe la vita.
IL DOC PRESCRIVE:
‘Mille Splendidi soli’ di Khaled Hosseini.
Per chi attraversa una fase depressiva sufficientemente invalidante da averlo già stufato. Una pagina al giorno di questo libro ti urla in faccia quanto immensamente fortunato sei. La Grigia sta alla larga dalla guerra perché la guerra è nera. Per sopravvivere nel nero devi, necessariamente, cercare continuamente il sole. Il sole c’è, ovunque, anche ad illuminare i volti dei nostri morti.
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