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L'angolo del Doc

Se sei mio amico non te lo dico.


(22 ottobre 2010)


Ci sono cose di cui non si parla. Ci sono quelle di cui comunemente è preferibile non parlare e poi ci sono i segreti strettamente personali. Quei tarli carcerati nel cervello. Ergastolani che se per caso dovessero uscire…

cosa?

si trasformerebbero in mostri sterminatori!

Avete presente quella cosa che dovete tenere nascosta? Ma sì, quella che è meglio gli altri non sappiano di voi, quella che a volte vi verrebbe da spiattellare, così, giusto per vedere che effetto farebbe? Ma non lo fate. Quella cosa che a volte ti cattura i pensieri e ti porta via, ti tiene lontano dagli altri, dai tuoi amici, quelli che dovrebbero sapere tutto di te.

La maggior parte delle volte, la maggior parte degli amici non conosce le cose importanti. Sapete perché? Perché gli amici, quelli facili, non li consideriamo in grado di reggere le nostre paturnie, non li consideriamo nemmeno in grado di fare qualcosa di veramente utile per le difficoltà vere… gli amici servono per le cose leggere, quelle pesanti ce le sbrighiamo da soli. E i tarli crescono. A dismisura.

Vi dirò un segreto.

Nel momento in cui parli di una cosa, la cambi. C’è un detto zen, molto simile, che in questa sede mi sono permessa di adattare per Liberamente. In effetti, nel momento in cui parli di una cosa essa ti sfugge, ma preferisco procedere per gradi sennò addio filo pseudo logico a quello che vi sto raccontando. Dicevo che le cose cambiano nel momento in cui ne parli. Cercate di non contestare da subito, cercate di credermi come se io fossi un adulto rispettabile e voi dei bimbi, esseri illuminati. Le cose cambiano nel momento in cui le dici a qualcun altro. Provate. Provate a dire qualcosa che non avete mai detto a nessuno e state ad osservare.

Se fate parte della categoria ‘zucconi di poca fede’ l’unico tentativo con voi (peraltro senza alcuna garanzia di successo) è portare alla vostra scarsa attenzione il seguente esempio: quando i bimbi di notte hanno paura del mostro cosa fanno? Urlano, chiamano mamma e papà e gli raccontano del mostro e poi mamma o papà gli fa vedere che sotto al letto o nell’armadio non c’è nessuno (almeno per il momento). E mentre ne parlano, la paura si ridimensiona, il cuore rallenta, il mostro diventa meno mostruoso. È la magia della parola. Ti fa condividere qualcosa e se la con-dividi…diventa più piccola per forza, più maneggevole, meno spaventosa. I problemi arrivano quando i bimbi smettono di parlare delle loro paure.

I problemi arrivano quando i grandi smettono di parlare delle loro…chiamiamole difficoltà. Ma sarebbe sufficiente dire ‘quando si smette di parlare’, quando si piazza il veto su alcuni argomenti. E sapete cosa facciamo? Etichettiamo come argomenti taboo certe cose e poi ci diciamo che non ne parliamo per non appesantire gli altri o per non sembrare pesanti noi, per non sembrare lagnosi, per non passare per matti, per non perdere la faccia, perché non è il momento giusto, perché il mio amico ha già i suoi casini, perché me la so cavare da solo, perché ‘chissà cosa penserà di me’…OK, OK, non è semplice sputare il sassolino dopo tanto che lo si è tenuto lì, e sono anche d’accordo sul fatto che nessuno ci da la garanzia che troveremo il mamma e papà in questione pronti a condividere il mostro con noi. Si, c’è una percentuale di rischio, esiste la possibilità che l’amico sia davvero stanco o incapace di ascoltarci. E allora? Allora al mondo esistono parecchi miliardi di persone!

Detto questo, la prescrizione del doc di oggi è: NON BUTTIAMOCI GiU' di Nick Hornby. Il Sig. Hornby, per quanto mi riguarda è un genio. Parla, parla a tutti di un taboo che è il mostro sacro della nostra società e racconta di come condividere cambi le cose.

 

 


Archivio
Il fascino del Bastardo. (21 marzo 2011)
Taglia piccola e corto (28 gennaio 2011)
Il sole, La Grigia e il nero. (02 dicembre 2010)
Se sei mio amico non te lo dico. (22 ottobre 2010)
Modalità stand-by (28 settembre 2010)
IL CASO (07 settembre 2010)
Il Caso (23 agosto 2010)


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