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L'angolo del Doc

IL CASO


(07 settembre 2010)

‘’Ho perennemente la tachicardia, mi sento il cuore in corsa, corre, corre di continuo ed io ho paura che ad un certo punto si fermi. Si stancherà prima o poi…
Ho paura doc! ho paura di non farcela, di non arrivare in tempo, di non essere brava a sufficienza. Ho sempre paura di non essere abbastanza, e se lo sono, di non tenere il ritmo’’.

Quel donnino pallido e aggraziato mi parlava, di corsa, ovviamente. Infilava una parola dopo l’altra come fossero un mucchio di sassi da gettare via, roba di cui sbarazzarsi ma con rigore e metodo. Aveva il fiatone, quel mucchietto d’ossa perennemente in gara, concentrata sulla meta.
Quale meta?
Ops!
La domanda è prematura, non posso rischiare che scappi a gambe levate, non posso certo insinuare il dubbio che l’affanno è totalmente inutile, oltre che dannoso…
…e noioso.
Già. Trovo di una noia mortale le persone che si lamentano di non avere tempo. ‘Essere sempre di corsa’ pare un dictat. O sei stressato, in carriera, bello, magro e sprovvisto di tempo, oppure sei un alternativo bio, un meditatore, un integralista della salute. Bello e magro anche in questo caso. Solitamente a corto di tempo anche in questo caso.
Il donnino in corsa ora mi guarda. In silenzio. Ha gettato tutti i sassi. Il silenzio le sta facendo aumentare la tachicardia. L’assenza di sassi da gettare, km da macinare, obiettivi da depennare la sta costringendo a stare insieme a me.
Le sorrido, un po’. Tanto per darle un po’ di ossigeno. So perfettamente che non è piacevole la sensazione del cuore che sta per esplodere. Quando ti fermi, nello spazio di confine tra il prima ed il dopo, in quel luogo che separa il già fatto dal farò, lì, se non ci sei mai stato, trovi tutto quello che riguarda te e soltanto te. A volte fa una paura del diavolo. Altre no. Ma tutte, tutte le volte è emozionante da togliere il fiato…e può sembrare che ti scoppi il cuore.


IL DOC PRESCRIVE
‘Le mappe di miei sogni ‘di Reif Larsen. Se lo leggi con l’idea di sapere come va a finire ti perdi tutti i sapori del romanzo. Adatto a chi ha bisogno di fermarsi e si è stufato di ripetere continuamente che non ha tempo.


Commenti

La metafora delle parole gettate come sassi mi piace tantissimo! Brava Doc!! Come sempre trasformi dei concetti semplici in immagini dense di significato!

Scritto da Elena
il 10 settembre 2010 alle 11:57

Vorrei tanto metter un commento ma..."non ho tempo".

Brava la nostra Doc che ogni volta riesce a trovare un argomento e un libro azzeccati e attuali.

Scritto da Mageo
il 08 settembre 2010 alle 12:01

A prescindere dal libro, mi è piaciuta molto la descrizione di quel momento in cui ci si ferma e si rimane soli con se stessi, a volte si possono scoprire cose molto interessanti sul proprio io.

Scritto da Golemicus
il 08 settembre 2010 alle 09:18


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